Parlando di Tarocchi

Per introdurre questo argomento ho pensato di utilizzare un vecchio scritto; l'introduzione al secondo libro sui tarocchi scritto da noi  e che è poi stato la base dei futuri due libri pubblicati e tutt'ora disponibili anche online che sono stati per molti un'abbecedario e l'inizio di un lungo percorso personale con i Tarocchi.


PREFAZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE:

Sono passati cinque anni dalla pubblicazione di “Esercitazione pratica sui Tarocchi” un libretto fortunato e ormai andato esaurito.

Questa pubblicazione ci ha dato molte soddisfazioni ed è diventato uno strumento irrinunciabile per tutti coloro che si sono avvicinati al mondo dei Tarocchi con il nostro metodo, forse poco esoterico e misterioso, ma, in compenso, molto pratico.

Il nostro obiettivo dichiarato è sempre stato quello di formare cartomanti che sapessero leggere realmente le carte e non conoscessero soltanto i significati e le simbologie di ogni singola lama senza riuscire poi a fare una divinazione.

Questione di scelte.

Certo il tempo non è passato invano e alcune cose scritte allora non ci rispecchiano più.

In particolare i test d’ingresso e le prove di associazione  tra due carte ora li consideriamo superati dal punto di vista didattico se non dannosi in alcuni casi.

I tanti corsi tenuti in questi anni ci hanno insegnato che l’allievo tende, per sentirsi più sicuro, a cercare tra le combinazioni di due o tre Arcani, dei significati precisi e soprattutto immutabili.

Ovviamente  si tratta di un errore, dato che  le lame sono semplicemente dei mezzi, degli strumenti che traducono in simboli quello che l’intuizione innata in ciascuno di noi capta.

Se impariamo che Carro e Torre riguardano un incidente durante un viaggio, quello ci rimane in testa e non lo smuoviamo più con buona pace del consultante che si vede predire un incidente ( e qui si apre la questione etica) quando magari ha chiesto relativamente al cambiamento di lavoro o su di un nuovo amore.

Non abbiamo rinunciato, invece, alle esercitazioni vere e proprie con le domande specifiche, le carte relative e alla fine una nostra interpretazione che l’allievo può confrontare con la propria risolvendo  così eventuali dubbi.

Volevamo realizzare un “prodotto” completo e così abbiamo aggiunto la descrizione degli Arcani Maggiori e Minori cercando di mantenere uno stile snello e senza fronzoli.

Spesso agli inizi si cerca di memorizzare troppe informazioni per ciascuna carta e questo rallenta l’apprendimento del metodo dell’associazione; in pratica l’interpretazione è molto più faticosa.

Siamo convinti di aver  realizzato un manuale davvero utile e speriamo venga gradito più del precedente.

Auguriamo a tutti un buon lavoro!

Consigli

La divinazione con i Tarocchi prevede piccole regole o, se preferite, accorgimenti che possono condurvi ad una lettura soddisfacente.

Dovete sapere che ci sono momenti nei quali siamo meno ricettivi e fatichiamo di più ad interpretare, ed altri invece, nei quali possiamo sfoggiare un’abilità invidiabile.

Questo può dipendere da mille cose e comunque osservare i nostri consigli vi può aiutare notevolmente quando siete in una fase non eccelsa per interpretare.

A volte incidono, nel bene o nel male, le nostre situazioni personali o il nostro stato di salute;  altre volte è la persona davanti a noi che ci indispone o semplicemente non scatta il feeling giusto; qualcuno poi, evidentemente alle prime armi, si blocca perché l’amica le ha detto che “…se fai le carte si attirano energie negative…”

Bene, ricordate la prima regola:

le carte si fanno quando si ha voglia di farle e cioè di conoscere davvero una situazione a cui teniamo, sia essa riguardante noi stessi  sia qualcun altro.

Altro lo trovate sicuramente sui nostri libri

Corso pratico sui Tarocchi             


Recensione di Alessandro Scrocco (Astrologo e cartomante, collaboratore dei mensili di astrologia ed esoterismo Sirio e Astrella, coordinatore e autore dell’oroscopo multilingue del portale internazionale www.floornaure.com)

Sulla via del Tarocchi, ad un passo dalla perfezione

A prima vista il titolo "Tarocchi - L'Oracolo Perfetto" potrebbe instillarci un dubbio quasi fastidioso: che gli autori o l'editore vogliano peccare di presunzione attribuendo ai contenuti di un testo all'apparenza così maneggevole, facilmente reperibile ed economico, un valore assoluto e, a detta di tutti, inaccessibile a noi comuni mortali, come la “perfezione"? Mi sono dunque cimentato attentamente nella lettura del testo, incuriosito da tanta audacia: da decennale studioso di cartomanzia e astrologia, dopo aver studiato, consultato e acquistato un’infinità di testi sull’argomento, non mi sono mai azzardato nel suggerire o valutare i volumi da me consultati come elaborati “perfetti”. Ebbene, a costo di apparire io, adesso, superbo, presuntuoso e spudorato, confermo con assoluta convinzione che nessun altro titolo, nessun’altra attribuzione che non avessero contemplato la “perfezione”, sarebbero stati più appropriati per questo volume!

Ovviamente l’opinione è personale ma, sull’onda dell’entusiasmo e della baldanza, mi ripropongo di persuadere, con queste righe di presentazione, chiunque mi legga. Mirko Negri e Barbara Missaglia dimostrano ancora una volta la loro assoluta competenza sia nella conoscenza del profondo simbolismo dei Tarocchi, sia nell'utilizzo pratico degli stessi, sia (e questo mi sembra il punto veramente d'eccellenza del testo) nel saper fornire uno strumento didatticamente molto, molto valido e, senza alcuna esagerazione, indispensabile sia agli "esperti" in materia, sia a coloro che si trovano alle prime armi nell’arte della cartomanzia, sia a quanti vorrebbe imparare a leggere le carte ma credono di non esserne all’altezza (opinione che, tra l’altro, viene in qualche modo sfatata nel testo e nell’applicazione dei princìpi per il consulto prospettati)… Ma forse, questo concetto l’avete sentito applicare anche ad altri tipi di letture, dunque proseguo.

Nella prima parte del volume vengono esposti, in un mix di ironia e saggezza davvero efficaci, i princìpi etici e deontologici necessari per lo svolgimenti di un consulto. Segue poi una divertente quanto attendibilissima carrellata di tipologie di consultanti con i quali spesso il cartomante si trova a che fare, per poi proseguire con discorsi apparente secondari ma assolutamente importanti, come il luogo adatto per accogliere il cliente, l’abbigliamento opportuno, le norme legislative in vigore riguardo la scelta di praticare la cartomanzia come vero e proprio lavoro, per finire con un fondamentale concetto: quale sia il linguaggio adatto da utilizzare affinché la consulenza cartomantica possa divenire d’avvero d’aiuto per il richiedente. Rimarranno delusi, forse, soltanto coloro che credono e cercano nell’arte dei Tarocchi una via di fuga dalla responsabilità individuale. Come spesso precisano gli autori, scopo dell’interprete di Tarocchi non è meramente e banalmente “predire” gli eventi, terrorizzando il consultante, imponendo unicamente il proprio punto di vista come verità assoluta o, come invece spesso accade, deresponsabilizzando il richiedente dalle scelte riguardanti la propria vita.

Il termine “consulto” deriva dal latino “consulo”, ossia “chiedo consiglio”: non a caso particolare importanza è data dagli autori alla necessità di interazione con il consultante, attraverso il ponte simbolico dei Tarocchi, per cercare una risposta che non sia univoca, ma condivisa, discussa e accettata come “la migliore in quel momento” da parte di entrambi i partecipanti al colloquio divinatorio. E qui, probabilmente, qualcosa di innovativo potreste cominciare a intravederlo, ma probabilmente ancora non siete convinti e non vi sbilanciate a definire “perfetto” questo approccio, dunque proseguo nel mio intento. Nella parte centrale del testo viene illustrato il metodo di interpretazione tarologica del Circolo Alpharez, un sistema unico, consolidato da anni di ricerca, sperimentazione, studio e soprattutto applicazione pratica del sistema stesso nell’ambito delle lezioni tenute dagli autori sia privatamente sia, attraverso l’associazione. La tecnica di stesura “a piramide rovesciata” (“il metodo del grappolone”, come scherzosamente viene definito dagli autori) proposta nel libro è quella che definirei di più facile e completo utilizzo attualmente in circolazione, anche se sono davvero pochi coloro che la adottano nella maniera più adeguata, probabilmente perché negli altri testi in circolazione viene, ogni volta, presentata con delle contraddizioni che implicano una preferenza a discapito di un’altre. Il sistema “a piramide rovesciata” rivisto e personalizzato dagli autori è davvero semplice, lineare ma assolutamente completo E forse qui dovreste cominciare ad alzare le antenne… 

Non nascondo che, da quando ne ho compreso pienamente i presupposti, ho iniziato ad applicare regolarmente questo sistema e i risultati hanno nettamente superato le aspettative! Non siete ancora convinti? Ben venga, una vita di certezze ancorate non è certo la via migliore verso l’espressione del nostro potenziale, dunque... continuo col mio tentativo di presentazione “persuasiva”.

Nella parte centrale del testo, incontriamo un’introduzione ai ventidue Arcani Maggiori dei Tarocchi del mazzo di O.Wirth, dove ciascuna carta è raffigurata, descritta sinteticamente e fornita di poche, significative “parole - chiave” di immediata memorizzazione. Questo schema è a mio avviso il completamento e il continuum ideale del primo volume scritto a quattro mani dagli autori, sempre per l’editore Cerchio della Luna, “Corso pratico di Tarocchi”. E forse qui il dubbio che ci sia qualcosa di veramente interessante da scoprire potrebbe cominciare ad instillarsi in qualcuno di voi: quanto spesso ci ritroviamo tra le mani testi sui Tarocchi che presentano i significati delle carte in maniera troppo astratta, in un linguaggio meramente esoterico e filosofico che diventa pressoché inaccessibile qualora si vogliano usare le carte a scopo divinatorio? O ancora, quanti libri infarciscono di parole, simboli e significati (spesso in contraddizione l’uno con l’altro) ogni singolo Tarocco, generando un caos mentale nel comprendere quale sia il significato più “pertinente” da adattare alla lettura? E infine, quanti di noi non si sono ritrovati con quegli opuscoli che si limitano ad attribuire due-tre parole chiave per ogni carta prive di valore pratico e spesso contrastanti tra loro?

C’è qualcuno che ancora storce il naso e legge con scetticismo le mie parole, ma questo mi fa piacere perché, se non altro, sono riuscito a suscitare un po’ di curiosità, dunque concludo con una breve descrizione dell’ultima parte del testo: si tratta di un capitolo dedicato interamente agli esercizi pratici. Gli autori propongono più di trenta domande che tipicamente vengono rivolte al cartomante, corredando ciascuna domanda con l’immagine che illustra le carte sortite nella stesura, dalla quale il lettore è chiamato a “esprimere la propria interpretazione” per verificarla, solo in ultima analisi, con quella degli autori. Gli esercizi sono esposti con gradualità, quasi come ci si trovasse di fronte ad un gioco di enigmistica del quale è necessario apprendere i trucchi a piccoli passi (un cruciverba, un rebus, un sudoku? D’altronde, non dimentichiamo che i Tarocchi nascono come carte da gioco!). In maniera stimolante e divertente il testo si snoda su vari livelli: dalla tecnica del “colpo d’occhio”, per allenare la mente a cogliere con immediatezza il senso generale del responso, all’attenzione posta alla “carta del buon consiglio” (quella ritenuta più importante dagli autori), fino all’espletazione del consulto completo. Eccezionale la tecnica proposta per ricavare “i numeri del lotto” dai Tarocchi (soprattutto perché evita a molti di dilapidare patrimoni affidandosi a lottologi o veggenti da strapazzo, che promettono vincite al primo colpo).

Una parte è dedicata anche alla questione delicatissima riguardante le domande sulla salute, nella quale è ben espresso che, al di là di alcune ricerche personali degli autori che vengono presentate a mero titolo informativo, la legge e la coscienza etica del cartomante vietano di fornire responsi su tale argomento. Un testo, insomma, che non dovrebbe mancare non solo nella libreria degli studiosi o praticanti della cartomanzia, ma anche in quello dei semplici curiosi.

Una lettura che ritengo fondamentale proporre ai dirigenti e agli operatori di qualunque centro servizi telefonico di cartomanzia, agli insegnanti che tengono corsi per aspiranti cartomanti (perché non utilizzare il libro come sussidio didattico?), ai circoli culturali, alle librerie specializzate così come a quelle divulgative e…chi più ne ha più ne metta. Ehi, tu che sei arrivato fino a qui con quella faccia perplessa e il sopracciglio alzato, non ti ho convinto neanche un po’, vero? Pazienza, per me l’importante è averti divertito, incuriosito, portato a riflettere o fatto conoscere qualcosa di più in materia. D’altronde abbiamo iniziato parlando di “perfezione”, giusto? Non sarà il mio forte, ma sicuramente è il forte del libro di Mirko Negri e Barbara Missaglia, ai quali invio i miei più calorosi e sinceri complimenti e auguri per questo nuovo successo editoriale: “L’Oracolo Perfetto”. Perché, nel dizionario degli autori, il termine “perfezione”, si declina in maniera diversa, ovvero “semplicità, alleanza e amore”.